Il Garante italiano è l’Authority più attiva

Il Garante italiano è l’Authority più attiva, con 30 provvedimenti nel 2019

Dall’Osservatorio Federprivacy emergono le statistiche dello scorso anno:

190 le sanzioni privacy nello SEE per un totale di 410 milioni di euro.

Nonostante l’Authority si ritrovi con il collegio scaduto da oltre sei mesi e sia in regime di prorogatio con poteri limitati, è risultata la più attiva tra tutte.

Alcuni dati emersi dal Report dell’Osservatorio.

Le sanzioni :
🛑 il 44% per trattamenti illeciti di dati;
🛑 il 18% per misure di sicurezza non sufficienti;
🛑 il 13% per mancato rispetto dei diritti degli interessati;
🛑 il 9% omessa o inidonea informativa.

I più colpiti dalle sanzioni:
⚠️ Pubblica Amministrazione, il 17%;
⚠️ Telecomunicazioni, 14,7%.

L’autorità più severa in assoluto è risultata quella del Regno Unito (ICO), che ha irrogato multe per € 312 milioni, ovvero il 76% del totale nello Spazio Economico Europeo.

Multe da capogiro in UK.

Ciò che in realtà dovrebbe stupire, ma non stupisce affatto, è che nel paradiso fiscale dell’Irlanda, sede dei maggiori colossi tecnologici mondiali (Facebook, Twitter, Amazon e Google), nel 2019 non sia stata irrogata alcuna sanzione.

Il Garante italiano, con i suoi 30 provvedimenti sanzionatori, nel 2019 ha irrogato multe per un totale di € 4,3 milioni.

La nostra autorità è al 5° posto per totale sanzioni irrogate, preceduta da Francia, Austria, Germania (e Regno Unito che svetta su tutte le nazioni).

 

Giulia Mioni
Data Protection Officer at Digital Metrics

Condividi su: